L'ILLUSIONE NUCLEARE AUMENTA LA DIPENDENZA ENERGETICA ITALIANA E RALLENTA L'AZIONE ANTI-CO2
La ricerca per l'energia nucleare ha già bruciato il 90% delle spese destinate a quella su fonti energetiche alternative ai combustibili fossili. Non più dipendenti solo dal punto di vista delle fonti energetiche, ma anche da quello tecnologico: questo il risultato dell'accordo italo francese sul nucleare annunciato oggi. A pagare, in tutti i sensi, saranno i cittadini-contribuenti, che vedranno lo Stato sostenere coi loro soldi una scelta che li penalizzerà sotto il profilo della dipendenza energetica e tecnologica e non consentirà al nostro Paese, ancora per decenni, di attrezzarsi davvero per la lotta contro la CO2 e i cambiamenti del clima, investendo sulle due ricette individuate a livello mondiale, dagli USA all'Europa, l'efficienza energetica e le energie rinnovabili.
|
Il nucleare non serve all'Italia
Costi, sicurezza, tecnologia e tempi: ecco perchè l'atomo è una falsa soluzione in un dossier di Greenpeace, Legambiente e WWF. Manifestazione nazionale 7 giugno a Milano
Il nucleare è la fonte energetica più costosa che ci sia. Non ha risolto nessuno dei problemi di smaltimento delle scorie e di sicurezza degli impianti. Non è la risposta al mutamento climatico. Greenpeace, Legambiente e WWF hanno presentato questa mattina a Roma le ragioni della loro contrarietà all'atomo, in una conferenza stampa con Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne Greenpeace Italia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente e Michele Candotti, direttore generale WWF Italia. Per le tre associazioni ambientaliste la soluzione per fermare la febbre del pianeta e ridurre la bolletta energetica italiana è molto più semplice dell'opzione nuclearista rilanciata dal ministro Claudio Scajola: è fondata sul risparmio, sull'efficienza energetica e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Semplicemente perchè la via più immediata, più economica e sostenibile.
|
|
|
|
|
|